martedì 15 giugno 2010

Il cavadenti



Lo sciagurato che per cause di forza maggiore debba recarsi dal cavadenti, si trova di fronte a tre problemi insolvibili. Il primo è la paura del dolore, cui segue il dolore vero e proprio. Fondamentalmente l'odontoiatra è un sadico che ama infliggere sofferenze al malcapitato di turno. Fin qui niente di strano, il problema nasce dal fatto che per sfogare i suoi bisogni feticisti si faccia pagare, e noi, clienti entusiasti, paghiamo per subire torture. Esiste perfino l'odontofobia, su cui fanno leva libri e film: eccone un esempio forte, consigliamo la visione esclusivamente ad un pubblico adulto.



Il secondo problema, già accennato è la parcella, spesso irrisoria, come lo stipendio di un anno di un operaio. Non direi che i dentisti si facciano pagare troppo, direi piuttosto che gli operai non meritino una bella dentatura. Ultima questione, non sempre presente, è l'attesa. Mi è capitato di entrare nella sala d'attesa, per l'appunto, e trovarvi accampate famiglie che facevano il barbecue, anziane signore a recitare il rosario, bambini arrivati per togliere un dente da latte che nel frattempo avevano sviluppato un problemino con i denti del giudizio. Chissà come mai, e questa è una questione estendibile a molti professionisti, si ostinino a infilare venti clienti all'ora, essendo coscienti del reale numero dei medesimi che sono in grado di accontentare nei sessanta minuti: non più di cinque. I miei preferiti rimangono quelli che dichiarano cinquemila euro di guadagno annuo a viaggiano in Porsche; ma queste sono delle perle che spettano solo all'Italia, magari negli altri paesi non funziona proprio così.

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