giovedì 3 giugno 2010
Il nostalgico
Si stava meglio quando si stava peggio, ovvero non ci sono più gli uomini di una volta, financo non ci sono più le mezze stagioni. Che bellezza! Ve ne sono anche di altri, ma risparmiamoceli. Presupposto: tutti coloro che pensano che prima si stesse meglio o che il mondo vada peggiorando, sono degli sciocchi (autocensura, Nda). Direi che ci sono almeno due buoni motivi per poterlo affermare: il primo è che, se l’umanità andasse peggiorando col tempo, si sarebbe già belle che autodistrutta (allo stesso modo, se l’umanità progredisse, ora il Berlusca non governerebbe); secondo motivo: basta leggere un libro, un diario, un trattato, un pezzo di carta o di marmo dove sono state incise parole e pensieri di un essere umano appartenente a qualsiasi civiltà in qualsiasi periodo storico e si scopre che questo povero cristo antico aveva gli stessi problemi di quello contemporaneo. Non voglio dire che il greco (anche la greca, ma la lingua italiana è maschilista, e non vorrei dover usare sempre ambo i sessi come fanno coloro che credono di risolvere i problemi di discriminazione sessuale con l’uso del femminile nei sostantivi) avesse il problema di venir taggato da una ex in pose compromettenti, o che il Bonaparte indossasse dei tacchi per mancanza di autostima… questo forse è anche attuale. Al di là degli esempi spero che il concetto sia chiaro: si sviluppa la tecnica e la tecnologia, progredisce la società, ma le questioni umane permangono. I vizi e le debolezze dell’uomo sono sempre quelli. Poi, se uno mi viene a dire, avrei preferito vivere al tempo dell’antica Grecia per il sesso libero, o durante l’inquisizione perché il boia sarebbe stata la mia vocazione, allora niente da obiettare, ma essere nostalgici di qualcosa che non ci è mai appartenuto, di qualcosa che conosciamo appena, per sentito dire, mi pare idiota. Vedi i ragazzetti che vorrebbero simpatiche dittature quali quelle avute in passato, purtroppo recente, sia di estrema destra, sia di estrema sinistra, non avendo idea di come siano vissuti male i loro nonni. Forse la nostalgia verso qualcosa che non c’è mai stato è solo un rifugio, una via di fuga da una realtà che non ci piace. Ne L'insostenibile leggerezza dell'essere, Kundera: “La luce rossastra del tramonto illumina ogni cosa con il fascino della nostalgia: anche la ghigliottina”.
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