La cucina di Malta è stata influenzata nel tempo dai popoli che vi hanno vissuto, ovvero arabi, italiani, spagnoli, francesi e inglesi. Ognuno di questi ha apportato il proprio contributo all'arricchimento delle pietanze dell'isola. Tutti questi paesi hanno importanti tradizioni culinarie (magari oltremanica un po' meno), pertanto ci si attende un'estasi sensoriale al contatto con i piatti nati da queste unioni. Sbagliato. La gastronomia maltese è uno dei sette orrori del mondo moderno. Ora, non è che io abbia girato tutto il mondo, e neppure ho mangiato per un decennio a Malta, ma: rispetto ai paesi da me visitati, il paragone è improponibile; inoltre, dei quattro o cinque ristoranti provati, avere una percentuale netta del 100% di immangiabilità cristallina, mi pare un valore significativo. Mi spiego meglio. Al di là del fatto che abbiano tentato di uccidermi con della ricotta avariata che mi ha organizzato un indimenticabile tête-à-tête con il water per una notte intera, ho tentato di assaggiare un po' tutto, dalla carne al pesce, dalle verdure ai primi piatti, dolci e quant'altro. Non c'è stata “trippa per gatti”, come diceva un mio allenatore che amava parlare per frasi fatte, come i grandi oratori... Gli isolani eccellono al contrario in tutti i campi. Riescono infatti a prendere il brutto di ogni cucina conosciuta e di unirlo in maniera geniale, e, apice del genio, rovinano delle ottime pietanze aggiungendo degli odori e degli ingredienti assolutamente inadatti e deleteri. Esempio: negli spaghetti allo scoglio, che quasi fanno bene pure nei fast food, l'aggiunta della cannella è stata un po' come il cacio sui maccheroni, e non si trattava di un pizzico, ma di una quantità tale che non si sentiva il pesce. Unica cosa salvabile è la ftira, un pane rotondo e soffice con cui preparano dei discreti panini farciti. La ftira è l'unica pietanza che ho mangiato per intero. A conferma del basso livello di ciò che mangiavamo, e che non fossi io ad avere strani gusti, c'erano le facce dei miei compagni di avventure, che deglutivano i bocconi come i bambini l'amata, amarissima, medicina per la tosse. Secondo me il colmo sta nel fatto che non cucinino bene il pesce, voglio dire, in un'isola! Passi per i primi e i dolci, ma almeno il pesce... non c'è stato modo di uscirsene soddisfatti da un ristorante.
Un saluto a tutti i lettori, continuate a diffondere il verbo pensare.
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