giovedì 27 maggio 2010

Fanatismo religioso

Non rientra nei miei interessi sapere se tu sia cristiano, islamico o vuduista. Mi sta a cuore che tu non mi arda vivo, che non ti faccia esplodere in mia presenza o che mi infliggi sofferenze fisiche tramite spilloni e bambole. Si potrebbe dire che le religioni siano tutte buone, e tutte cattive parimente. Il punto focale, a mio parere, è avere prospettiva, o come gli antichi solevano dire: buonsenso. Spesso il credente, di qualsivoglia religione, è infervorato e totalmente obnubilato dal suo credo. Ne è ossessionato e arriva a pensare che la sua sia l’unica verità. Fin qui poco di male, anch’io spesso mi eleggo paladino della verità assoluta. Quando arrivano i problemi? Quando il nostro credente pensa: “io sono nel giusto, indi gli altri sono nell’errore”, soluzioni: forma democratica, quelli delle altre religioni sono stupidi, mi limito a ignorarli o insultarli; forma invasiva: occorre che, guidato dalla mano del mio dio/dei miei dei, vada e salvi queste anime perdute, le riporti nella retta via; forma apocalittica: gli altri sono irrecuperabili, sarà meglio che li tolga di mezzo. Penso che il fanatismo religioso sia presente in tutte e tre le reazioni, infatti fanatico non è soltanto colui che compie atti sconsiderati, quindi immediatamente condannabili, ma anche colui che diviene intransigente, ottuso, andando, praticamente sempre, contro i principi della sua stessa religione. John diceva “imagine there’s no countries... and no religion too”, mi commuovo tutte le volte che la sento, ma credo che sia un ideale puro, utopico. I popoli, la cui ossatura è composta da persone semplici, necessitano degli stati e delle religioni che li guidino. Questi vengono fondati basandosi su principi nobili e universali. Poi tutto va a mignotte. È inevitabile, è congenito nell’uomo. Subentra la furbizia, che è peggio della semplicità. Uomini furbi utilizzano stati e religioni come pretesti, come strumenti; e via ai conflitti, all’odio, al razzismo, al fanatismo e chi più ne ha più ne metta. Quello che auspicava John era che nessuno potesse più approfittare di certi poteri per far credere ai popoli che esistano gerarchie o classifiche all’interno di quella specie infestante che è l’Homo sapiens (per alcuni sapiens sapiens, per me non sapiens una mazza). Dunque gente: credete in quel che vi pare: uno, due o mille dei, o anche in Maradona (esiste una religione, non scherzo!), e siate non tolleranti, perché come diceva Gandhi la tolleranza è soltanto il primo passo, ma accoglienti verso tutti; non esiste nessun dio che conosca l’uomo meglio degli altri.

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