Vi sarà sicuramente capitato di frequentare un corso di corretta fruizione di mezzi di locomozione motorizzata. Secondo gli usi comuni questi si svolgono presso autoscuole specializzate nell'insegnare cose banali ma utili al vivere sereno in società. Alcuni coraggiosi apprendono queste regole etologiche umane del contesto stradale attraverso un misterioso processo druidico risalente a prima del medioevo (alcuni studiosi ritengono siano tecniche attribuibili agli Ittiti) chiamato autoapprendimento, o autodidatta, che altri non è che colui che non paga delle persone per farsi dire che allo stop bisogna fermarsi. Comunque abbiate voi appreso certe note regole, tra le molte ve n'è sicuramente una che recita: “in un contesto di striscia di terreno battuto o pavimentato che serve da via di comunicazione adibito alla circolazione in un senso di marcia a multiple corsie, occupare la corsia più libera alla vostra destra, e, se c'è un locomotore motorizzato innanzi a voi che incede ad una velocità inferiore alla vostra, effettuate una manovra sopravanzatrice, detta sorpasso, spostandovi a sinistra. Però, mi raccomando, dopo che siete andati oltre il soggetto procedente a uno spazio/tempo istantaneo minore del vostro, riportatevi nella corsia più libera a destra.” Questo ovviamente è il testo sintetizzato e semplificato della legge, perché, come ben sapete, le leggi devono necessariamente essere incomprensibili, quindi ho dovuto rielaborarla.
Per gli amici giapponesi o inglesi (so che leggono il blog numerose scuole nipponiche che studiano italiano) la legge è la stessa, sostituite solamente i termini destra con sinistra e viceversa.
Ora, avendo chiaro il concetto della legge, mi spiegate perché nelle autostrade italiane, o extraurbane principali che siano, è pieno di dementi che cavalcano solitari verso il tramonto in seconda corsia neanche fossero John Wayne? No perché è importante spiegare a chi non sia avvezzo a tali situazioni che nel paese del partito dell'amore e della lega nord non c'è nessuno che se ne sta alla sua maledetta destra. I motivi possono essere molteplici: il primo, direi, è che la gente considera la prima corsia da sfigati, sei ci vai sei out. Il secondo è che in seconda, o in terza corsia si sta comodi, e per sorpassare il prossimo camion non devo spostarmi di nuovo a destra e a manca (anche se il successivo tir è a novantatré chilometri di distanza). Il terzo è che molti automobilisti italiani abbiano il settore destro del loro campo visivo ostruito, non si sa da cosa ma lì proprio non vedono che c'è un'altra corsia. Fatto sta, che nelle strade a tre corsie si assiste spesso alla visione di personaggi guidanti ben piazzati al centro, che viaggiano tranquilli e beati, e guai a fargli notare, magari tramite leggera lampeggiata di fari, che dovrebbero cavarsi dalle scatole, essi rizzano immediatamente il pelo, schiumano dalla bocca e da lì in avanti non vi faranno più sorpassare, né a destra né a sinistra. Eh sì, perché oltretutto questo atteggiamento da “in mezzo allo stradone” può pure mettere in difficoltà i nostri amici giapponesi o inglesi di prima (ps. Saluto con affetto la 3a B del liceo 学者) che trovandosi di fronte alla scelta potrebbero essere indotti in errore vista l'abitudine del sorpasso a sinistra nel loro paese. Adesso che ci penso bene, mi sa che in Italia ci sono un sacco di orientali e anglosassoni.
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